FANFICTION “A PICCOLI PASSI” CAP. 8

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                                                    " A PICCOLI PASSI "     

                                                          CAPITOLO 8

 

Era passato quasi un mese dal giorno in cui Tom le aveva fatto quella sorpresa.

I palloncini colorati avevano fatto la felicità dei bambini della pediatria  e le rose col tempo erano appassite ma, il bigliettino Monica lo custodiva gelosamente e nel suo cuore nutriva ancora qualche speranza.

Già doveva proprio essere un’illusa!

Dal quel giorno infatti, non aveva più ricevuto sue notizie ma, del resto era assolutamente prevedibile.

Lui era bello, famoso e soprattutto inseguito da milioni di fan in tutto il mondo…. si era innamorata di un sogno irrealizzabile.

Intanto continuava a studiare e a lavorare duramente.

Alla fine del turno, trovò Inge e Klaudia in sala infermieri che l’aspettavano.

"Allora Monica, ci vediamo alle 10 al Raven";

"dai ragazze, sono troppo stanca, facciamo un’altra sera?";
"Ecco, sei la solita guastafeste! Ormai è deciso e verrai; è una settimana che organizziamo questa uscita e non puoi tirarti indietro";
"Sì, ha ragione Inge, non puoi farci questo; già tuo cugino ci ha dato buca, non osare farlo anche tu!".

Klaudia era da sempre innamorata di Marco e tutte le volte che organizzavano una serata, il primo ad essere invitato era sempre lui.

"Uffa ! e va bene. Ci vediamo lì alle 10".

"Mi raccomando sii molto elegante; questa sera conosceremo un sacco di bei ragazzi e ci divertiremo un casino!";

"Mmm, sei proprio in vena di follie a quanto pare!";
"puoi scommetterci, se solo ogni tanto lo facessi anche tu, non ti vedremmo più con quel muso lungo!":

"Ho capito, farò del mio meglio, contente?".

Tornò a casa.

Monica aveva preso in affitto un monolocale, in un palazzo molto vecchio di Amburgo dove non c’era neanche l’ascensore ma, in compenso era a pochi passi dalla Uke e godeva di una vista strepitosa.

Infilò la chiave nella serratura, aprì la porta ed accese la luce.

Lanciò lontano le scarpe e poi si tolse il cappotto: finalmente….come era piacevole camminare un pò a piedi scalzi.

Andò in cucina e sbirciò nel frigo alla ricerca di qualcosa di veloce da mangiare.

Non aveva voglia di mettersi ai fornelli.

Tirò fuori dell’insalata già pulita, dei pomodori e alcune fette di formaggio.

Si preparò un piatto e poi, come faceva di solito, si sedette sul tavolo e smangiucchiando guardava fuori dalla finestra.

Se l’avesse vista sua madre…."Santo Cielo Monica! stai seduta composta!"; poteva sentire i suoi rimproveri anche adesso che non abitava più con lei.

Non aveva molta voglia di uscire ma, dopotutto le sue amiche avevano ragione, era una pantofolaia !

Sorrise al pensiero di Inge e Klaudia, loro sì che sapevano divertirsi.

Appoggiò il piatto nel lavandino e poi si infilò sotto la doccia.

Indossò il suo vestito preferito: un abito aderentissimo di seta rosso che esaltava le sue belle linee e faceva risaltare la sua pelle abbronzata.

Lasciò i morbidi riccioli neri sciolti e si truccò con molta cura dedicando particolare attenzione agli occhi.

Indossò solo un braccialetto ed un paio di orecchini d’oro.

Si infilò un paio di decoltè nere dal tacco vertiginoso, poi si infilò il cappotto nero e la sciarpetta di seta rossa uguale al vestito.

Prese la borsetta e le chiavi della macchina ed uscì di casa.

Il locale era molto elegante: grandi divani bianchi  e cuscini rossi, piante e fiori ovunque e le luci soffuse e la musica soft lo rendevano un ambiente caldo e accogliente.

Le sue amiche erano già arrivate ed erano comodamente sedute ad un tavolo.

Monica si tolse il cappotto e si avvolse la sciarpetta rossa intorno al collo.

Il suo ingresso non passò inosservato, quel vestito le stava benissimo, esaltava la sua femminilità e allo stesso tempo era elegante.

"Wow, stai benissimo";

"Grazie mille, anche voi siete uno schianto!".

Il cameriere si avvicinò al tavolo: "La signorina desidera ordinare?";

"Sì grazie, un bicchiere di vino bianco";

Inge e Klaudia avevano già ordinato dei drink, ma per i suoi gusti erano un tantino troppo alcoolici.

" Hei Monica, guarda quel tipo lì; no, non girarti subito. Da quando sei entrata non ti ha tolto gli occhi di dosso!":

"Ma dai, così mi metti in imbarazzo…";
"Per forza sei tutta ospedale e università; non si direbbe che hai solo 19 anni":
"Sì, ha ragione Inge, dovresti spassartela; sei giovane, bellissima e conosco almeno una dozzina tra dottori ed infermieri che vorrebbero avere, come dire, una conoscenza con te un pò più approfondita…capisci?";
" Alla perfezione e in questo caso ti dico che ho già avuto questo genere di esperienza  e sinceramente non è da ripetere! ".

Nel frattempo il cameriere le aveva portato il suo bicchiere e lei cominciò a sorseggiarlo molto lentamente.

Klaudia fece una battuta cattiva sulla cravatta di un ragazzo che era seduto poco distante da loro e tutte e tre risero spensierate.

Ad un tratto, senza sapere bene il perchè, avvertì l’impulso di girarsi verso l’ingresso e  per la sorpresa trattenne il respiro.

Il vino le andò di traverso e cominciò a tossire forte; per l’imbarazzo avrebbe voluto scappare via ma ormai era troppo tardi.

Tom, suo fratello e gli altri ragazzi della band erano appena entrati nel locale e lei avrebbe voluto solo rendersi invisibile.

Appena la vide Tom la guardò con una strana luce negli occhi ed un sorriso aperto e sincero  gli si dipinse sul volto.

Si portò una mano al cappello e sollevò leggermente la visiera in segno di saluto.  

Monica  ricambiò con un cenno della testa mentre gli occhi le brillavano dall’emozione.

" Avete visto chi si è seduto laggiù?";

" Chi ?"  chiese Monica fingendo di non averlo visto.

" Tom Kaulitz e la sua band".

" Ah si?" fingendo una indiffernza che era ben lungi dal provare.

" Sì, è proprio quel maleducato! se solo ripenso a quello che ci ha fatto passare…";
" Già"; Monica rispondeva a monosillabi. Intanto Tom continuava a fissarla.

" Guarda proprio da questa parte, secondo me ci ha riconosciute " disse Klaudia;
" Ma figurati se si ricorda di noi ";

"Ha ragione Monica e comunque non roviniamoci la serata ".

Il suo cuore batteva impazzito e non riusciva a smettere di sorridere; mille domande le giravano per la testa e non era sicura di voler conoscere le risposte.

Le sua amiche continuavano a chiacchierare e a divertirsi ma lei  non riusciva ad essere rilassata.

Tra lei e Tom c’era un continuo scambio di sorrisi e di sguardi sempre più eloquenti.

Continuava a muovere le gambe sotto il tavolo e a giocherellare col bicchiere; fingeva di partecipare alla conversazione ma tutte le volte che poteva si voltava a guardare verso il tavolo di Tom e tutte le volte i suoi occhi erano incollati a lei.

Doveva assolutamente calmarsi, era agitata e confusa.

Prese il cellulare dalla borsa e finse di aver ricevuto una chiamata.

" Scusate ragazze, cerco un posto meno rumoroso, devo fare una telefonata ";

" ok, ma non metterci molto! ".

Si alzò e cominciò a camminare lungo un corridoio verso una zona più tranquilla.

Sentiva lo sguardo di Tom su di sè e cercò di essere il più naturale possibile ma le gambe sembravano due tronchi.

"Ancora pochi passi e poi potrò respirare di nuovo "  pensò.

Appena si fu allontanata tirò un grosso respiro.

"Maledizione Tom, ma perchè mi fai questo effetto?".

Aprì la borsetta e tirò fuori lo specchietto e il rossetto; era talmente nervosa che qualsiasi cosa poteva essere utile a distrarla da Tom.

Si sedette su una comoda poltroncina che dava le spalle al corridoio.

Ma perchè era così agitata, non smetteva di muovere le gambe e mordersi le labbra.

Aprì lo specchietto e cominciò a darsi il rossetto.

" Avevo quasi dimenticato quanto fossi bella".

Una voce inconfondibile alle sue spalle la fece sobbalzare.

"Ciao Monica" ;
Monica chiuse gli occhi e deglutì a fatica, poi sforzandosi di sorridere si voltò lentamente: "Salve Tom, che piacere vederti!";
"Come stai? ";

"bene grazie, a quanto vedo anche tu. Sei in perfetta forma !";
" Sì, non mi lamento " disse Tom; si avvicinò alla poltrocina e si appoggiò allo schienale.

Prese una ciocca dei suoi capelli tra le dita e iniziò a giocherellarci poi le sussurrò piano all’orecchio:"sei assolutmente splendida con questo vestito, hai completamente catturato la mia attenzione dal momento in cui ti ho vista".

Se prima faticava a tenere a freno le proprie emozioni, quelle parole la disarmarono completamente.

Solo Tom era capace di farla sentire così: viva e speciale.

Desiderava solo sentirsi stretta tra le sue braccia  ed essere baciata e ad ogni singolo respiro, la voglia di riassaporare le sue labbra diventava sempre più forte e sempre più incontrollabile.

Doveva andare via al più presto o non sarebbe più stata in grado di resistere.

Si alzò dalla poltroncina quasi di scatto, gli porse la mano e disse: "Mi ha fatto molto piacere rivederti Tom"; lui le strinse la mano ma poi si avvicinò lentamente a lei. I Loro volti erano sempre più vicini, il suo profumo sempre più intenso, i loro corpi uno accanto all’altra si sfioravano appena: era una lenta tortura, una dolce lentissima tortura.

Tom la guardava negli occhi con una tale passione e lei temeva che anche lui potesse leggere la stessa cosa nei suoi;gli appoggiò le mani sui fianchi stringendola forte e poi lentamente si chinò a baciarla.

Monica aveva il cuore in gola e priva di ogni volontà gli lanciò le braccia al collo e lo baciò con trasporto.

I baci si susseguirono uno dietro l’altro e le carezze divvennero sempre più audaci.

I loro corpi  reclamavano di appartenersi sempre di più mentre Tom le baciava il collo poi in un sussurro le bisbigliò all’orecchio " Ti voglio Monica, voglio fare l’amore con te".

Monica sentì cedere le gambe per l’emozione; desiderava essere sua con tutta sè stessa.

Un colpo di tosse alle loro spalle li riportò alla realtà.

" Mi scusi Signor Kaulitz ma, di là l’aspettano".

Senza mai staccare gli occhi dai suoi Tom disse: Sì, arrivo subito".

Il cameriere si allontanò in fretta e Monica era visibilmente imbarazzata, le guance erano rosse dall’emozione e dalla vergogna ma, forse era meglio così; si era comportata come una ragazzina e comunque quello non era nè il posto nè il momento adatto.

Intuendo ciò che stava pensando Tom le disse:" resta con me stanotte, non andartene mi libero in un attimo e…"

Monica non disse nulla, scosse solo la testa per dire no.

Si allontanò da lui, prese la borsa e se ne andò.

 

 

                                                                                               …………………..continua.

 

 

 

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FANFICTION “A PICCOLI PASSI” CAP. 7

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                                                    " A PICCOLI PASSI "     

                                                          CAPITOLO 7

 

Il  suono della sveglia ricordò a Monica che era ora di alzarsi e di affrontare un’altra faticosa giornata.

Con lo sguardo fisso al soffitto ripensò con tristezza al giorno precedente; Tom era stato dimesso ed era andato via dalla UKE prima che lei iniziasse il suo turno.

Era ritornata nel suo amato Pronto Soccorso ed era stata talmente presa, che non era riuscita nemmeno a fare una visitina alla signora Vollmer ma, dopotutto era meglio così. Vedere la stanza di Tom vuota sarebbe stato troppo doloroso.

Si girò su un fianco e richiuse gli occhi, il tepore del letto era così invitante ma, non aveva fatto i conti con i ricordi.

Rivedeva il suo viso, i suoi capelli pettinati in quel modo assurdo, il suo sorriso e istintivamente si toccò le labbra.

Il ricordo dei suoi baci la turbò a tal punto che quasi non riusciva più a respirare.

Si alzò di scatto dal letto prese un cuscino e lo lanciò con forza contro l’armadio:"Accidenti a te, Tom kaulitz!".

Col morale sotto i tacchi, si recò nella piccola cucina calda e accogliente. Riempì la teiera ed accese il fornello. 

Monica scostò leggermente le tendine dalla finestra; il buio cominciava a lasciare il posto ai primi raggi del sole; l’inverno ormai era quasi alle spalle.

La città cominciava a risvegliarsi  o forse si accingeva ad andare a dormire: Amburgo era bellissima con le sue case di mattoncini rossi, i campanili  a punta, i suoi canali con i battelli e i suoi viali alberati.

Una leggera foschia rendeva il panorama quasi irreale; Monica adorava la nebbia, anche da bambina era così , le sembrava di essere quasi invisibile e talvolta si sentiva sospesa tra terra e cielo.

Il fischio della teiera la riportò alla realtà.

Si preparò una tazza di tè e poi si infilò sotto la doccia.

Indossò un maglioncino nero con il collo alto e un paio di jeans aderenti che mettevano in risalto la sua figura snella  e le sue belle forme.

Si pettinò con cura i capelli e si truccò leggermente.

Trascorse la mattinata nel vano tentativo di studiare ma, quando provava a concentrarsi, il viso di Tom si insinuava tra le pagine del libro.

Era inutile ripetersi di tenere i piedi a terra e che non lo avrebbe più rivisto; i suoi pensieri erano sempre rivolti a lui.

Ormai ne era consapevole, si era innamorata e non sarebbe stato facile dimenticarlo.

I suoi sguardi intensi e a volte spregiudicati le mancavano già terribilmente…….. 

Basta! non poteva continuare così.

Prese tutte le sue cose, si infilò il cappotto, prese le chiavi della macchina e uscì velocemente di casa.

Aveva bisogno di distrarsi e forse, inconsapevolmente di fuggire via dalla malinconia che la pervadeva. 

Salì in auto e senza riflettere troppo si recò ad Aussenalster.

La familiarità e la bellezza di quel posto la rincuorarono immediatamente.

Parcheggiò l’auto al solito posto, scese e, a piedi e raggiunse il suo piccolo angolo di paradiso.

Si sedette sulla sua solita panchina in mezzo a due salici piangenti e respirò profondamente.

Le acque grigie e profonde sembravano riflettere il colore plumbeo dei suoi pensieri.

Come un arcobaleno, le barche a vela  infrangevano le acque  e in un tripudio di colori si rincorrevano sulla linea dell’orizzonte.

Il vento freddo gonfiava forte le vele e sferzava il corpo di Monica facendola rabbrividire.

Si strinse il cappotto intorno al collo e indossò il cappellino di lana rosa che aveva infilato nella borsa.

Il suono del cellulare, la destò dalla tranquilla calma che aveva ritrovato ma, appena vide il numero sorrise.

"Ciao Marco, come stai?";

"Io bene, tu piuttosto che fine hai fatto? Non ti fai mai sentire!";
"Hai ragione, ma lo sai sono sempre impegnata….":
"Sì, sì ora tiri in ballo la scusa del lavoro, vabbè che stai facendo?";

"Indovina un pò dove sono?":

"Non saprei";

"Ad Aussenalster a vedere le barche a vela!";

"Beata te!, io sto lavorando. A proposito ieri tua madre ha telefonato a casa: dice che è da un pò che non ti fai viva neanche con loro. Zia Marisa era molto preoccupata e mi ha chiesto di tenerti d’occhio…";

"E tu come un bravo cugino fai quello che ti viene chiesto!" disse infastidita.

"No, provvedo solo ad informarti, così magari, prima di andare a lavoro, potresti farle una telefonata fingendo di non aver saputo nulla da me";

"Sei un tesoro!";

"lo so; ora vado. Mi raccomando non sparire!" e riagganciò.

Anche se contro voglia, fece ciò che Marco le aveva suggerito e telefonò a sua madre.

Monica le voleva bene ma, il fatto di essere figlia unica l’aveva resa  iperprotettiva  e talvolta quasi ossessiva nei suoi confronti per questo, appena le era stato possibile, si era affittata un appartamentino ed era andata a vivere da sola.

Fortunatamente la telefonata fu breve, così potè ritornare a godersi il paesaggio.

Il tempo passò in fretta, guardò l’orologio e a malincuore ma con l’animo un pò più sereno ritornò all’auto. 

 

Arrivò alla Uke, ma già dal suo ingresso notò gli strani sguardi delle altre infermiere.

Avvicinandosi agli spogliatoi, gli sguardi e i mormorii diventavano sempre più insistenti.

"Ma che avranno da fissarmi tanto? sembra quasi che mi vedano per la prima volta", pensò tra sè sempre più nervosa.

Al pronto soccorso poi, i sorrisetti ironici e le parole bisbigliate divennero oltremodo insopportabili.

Ora si sentiva a disagio e la cosa non le piaceva affatto.

Una sua collega le si avvicinò e le disse: "Monica, ti vuole la caposala in sala infermieri".

"Che avrò mai combinato se la caposala vuole vedermi sarà successo qualcosa….meglio andare subito e vedere di che si tratta" pensò.

Attraversò il corridoio; la caposala era seduta alla scrivania e controllava delle cartelle.

"Salve, voleva vedermi?";

"Sì, dovresti per favore andare in chirurgia";

"Come mai, è successo qualcosa?";

"Di sopra ti diranno di che si tratta" e non aggiunse altro. 

 Prese l’ascensore e salì all’ultimo piano.

Anche lì la situazione non era diversa, sguardi curiosi e parole bisbigliate.

Davanti alla sala infermieri c’era una gran confusione ed uno strano assemblamento.

Quando la videro arrivare ammutolirono tutti, era più che evidente che stessero parlando di lei.

Monica esplose, la situazione era insopportabile: "Ma cosa avete tutti da fissarmi, che diavolo è successo? E’ da quando sono entrata che le persone mi guardano e poi parlano sottovoce. Se avete qualcosa da dirmi fatelo adesso e non alle mie spalle!".

"No, non è come credi tu" disse Inge;

"e allora com’e?" disse stizzita e stanca di tutto quel confabulare;

"…..è solo che, beh, guarda tu stessa".

Tutti si allontanarono dalla porta e Monica restò con la bocca spalancata per la sorpresa.

La sala infermieri era piena di palloncini colorati, ce n’erano a centinaia e sulla scrivania, troneggiava un immenso cesto di rose rosse.

Monica entrò piano e si avvicinò al tavolo.

Toccò le rose quasi con religioso rispetto; erano bellissime: i petali vellutati erano di un rosso intensissimo e il profumo inebriante.

Al centro c’era un minuscolo bigliettino.

Con mani tremanti lo staccò dalla confezione, lo aprì e lo lesse ed un immenso sorriso le illuminò il volto:

 

                                       "Per Monica,

                                                 la mia infermiera preferita"

                                       (come vedi, mi ricordo ancora come ti chiami)

                                                                   T. K.

 

 

                                                                                                        …………………continua.

 

 

 

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TOM, GUSTAV E GEORG ALLO STUDIO DI REGISTRAZIONE VIDEO DEL 19.02.2009 –BILL E TOM MENTRE RITIRANO LE LORO NUOVE AUDI

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CIAO A TUTTI,
oggi posto 2 video: uno riprende Tom, con la sua nuova auto e l’altro riprende Gustav e Georg, mentre con la nuova auto di Gustav si recano allo studio il 19 febbraio scorso.
Come potete notare stanno benissimo. La mia attenzione era rivolta a Gustav, queste sono le prime immagini dopo l’intervento di appendicite.
Aggiungo anche la traduzione di un articolo per Bild che riguarda l’acquisto delle nuove auto dei gemelli.
Guardando questa foto mi viene spontanea una domanda: ma Bill ha ancora i dreads oppure no? bah!
 
 
ENJOY THEM!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                                                             
 
 
 
 
                                                                
 
 
                                                                            LA NUOVA AUTO DI TOM AUDI R8
 
 
 
 
 
 
                                                        

 
 
 
 fonte
 
 
                                                                                       
 
 
   
"Non importa dove vengono visti, sono di solito immediatamente circondati da fan urlanti. Questa volta, l’accoglienza è stata diversa:  Mercoledì, i fratelli Bill e Tom Kaulitz, frontman e chitarrista del famoso gruppo tedesco "Tokio Hotel" erano  attesi per la consegna  della Audi Q7 forum Calla  bianca e della R8  Daytongrau. I gemelli erano a Ingolstadt ed erano pronti a salire sulle loro nuove auto "Questa è esattamente la mia macchina – non posso neppure immaginare di andare in giro con un’altra", dice Bill, il cantante e spiega le evidenti caratteristiche della sua nuova Audi Q7: soprattutto la combinazione di sportività e comfort, per lui, è stata determinante sulla scelta di questo modello. Per  suo fratello Tom, che, tuttavia, è un fanatico delle auto sportive, la R8 è la scelta giusta. "Ama i grandi motori e vorrebbe, quindi, anche su una pista da percorrere." La collaborazione con i fratelli Kaulitz ha  reso felice anche Hans-Joachim Radde, capo marketing per la Germania. "Questi giovani artisti tedeschi di successo  sono in linea con il successo del marchio tedesco Audi. "
Che i due fratelli Kaulitz guidino una Audi , non è una coincidenza. "E’ tipico della  nostra famiglia – nostro padre è sempre stato un fan della Audi  e, crescendo, lo siamo diventati anche noi" spiega Bill. Inoltre, solo la Audi ha delle auto estremamente cool. "Queste sono le  auto dei nostri sogni", i due hanno detto insieme.

Immagine: Audi R8 e Audi Q7  Tom Kaulitz e suo fratello Bill  che le ritirano a Ingolstadt. Hans-Joachim Radde (2 ° da sinistra), Marketing Managerper la Germania, e Holger Abeln del  servizio clienti della Audi mentre consegnano le chiavi.

 
 
NOTA DA PARTE DELLA FONTE:
ATTENZIONE: questo articolo è la versione originale di una lettera della Audi ai suoi dipendenti. L’immagine fa parte di questa lettera e NON è una falsificazione (come si presume da parte di alcuni forum – che hann avuto il nostro articolo – a causa della cattiva qualità e lo strano aspetto dei capelli di Bill). Questa foto è stata fatta da Christina Olma  abbiamo l’ e-mail ‘originale e la garanzia della sua autenticità.
 
 
 
 
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KLAUS MEINE DEGLI SKORPIONS PARLA DEI TH — VOCI SEMPRE PIU’ INSISTENTI SUL PROBABILE DIVORZIO TRA SIMONE E GORDON –PARIGI 13.09.2007 FOTO

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CIAO A TUTTI,
oggi metto una bella dichiarazione del cantante degli Skorpion riguardo ai th, un rumor che sta diventando sempre più insistente e delle belle foto dei th a Parigi.
ENJOY THEM!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Klaus MEINE (60), il cantante degli Scorpions

Free Press: Gli Scorpions all’estero effettivamente sono  percepiti come una band tedesca?

K.M: Difficilmente,  piuttosto come un gruppo europeo. Noi cantiamo in inglese, ma vi rendete conto, naturalmente, del nostro accento tedesco.

Free Press: Perché  per le band tedesche (il mercato) internazionale è così difficile? Un successo simile al vostro potrebbe essere quello dei  Rammstein, ma ancora di più,  recentemente, forse dei  Tokio Hotel?

K.M: Come funziona esattamente non posso spiegarlo. La barriera linguistica non può essere, perché i Rammstein cantano in tedesco. Quello che è importante  probabilmente è la presenza dal vivo, la fase di presentazione. I Tokio Hotel hanno fatto molto. Tuttavia, devono fare di più se come noi vogliono riempire il Madison Square Garden di New York fino l’ultimo posto. Finora, i ragazzi negli Stati Uniti  si sono esibiti in piccole sale. Ma, non sono fusi, loro fanno la loro musica con canzoni fresche . C’è solo da sperare che continuino il loro percorso di successo.

 
 
 
fonte
 
Le voci del probabile divorzio tra Simone e Gordon sono sempre più insistenti.
Fonti vicine alla gestione dei Th hanno detto che tra Simone e Gordon ci sarebbero stati degli scontri e alla fine si sarebbe arrivati al divorzio (scusate ma in questo caso il condizionale è d’obbligo perchè di confermato non c’è ancora nulla).
Questo sarebbe il motivo dell’ulteriore ritardo dell’uscita dell’album.
Bill e Tom starebbero trascorrendo del tempo con la loro mamma per sostenerla in un momento così difficile.
 
 
 
 
PARIGI 19.09.2007
 
                     
 
 
 
                                      
                    
 
 

   

  

 
    

   

   

   

   

 

    

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FANFICTION “A PICCOLI PASSI” CAP. 6

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                                                    " A PICCOLI PASSI "     

                                                          CAPITOLO 6

 

"Quel ragazzo è un  autentico tiranno! Non chiedetemi più di entrare in quella stanza perchè io non ci vado!";
Le lamentele di Hinge si sentivano fin fuori la sala infermieri.

"Per tutto il tempo non ha fatto altro che brontolare ed urlare, non gli va mai bene niente".

Monica sorrise; conosceva perfettamente Tom Kaulitz e sapeva che se ci si metteva d’impegno, era capace di far perdere la pazienza ad un santo.

Entrò nella sala con aria indifferente.

"Oh Monica, per fortuna sei arrivata! Credimi, ancora qualche istante e sarei impazzita; ma come fai a sopportarlo è…è impossibile!;
"ma di chi stai parlando?" disse fingendo di non capire;
"di Tom Kaulitz, e di chi altri?  E’  un mostro! Finora il paziente peggiore che  mi sia capitato.  Ieri Klaudia è uscita piangendo dalla sua stanza. Ma ti rendi conto?".

"Strano, con me è stato sempre molto gentile……" sorrise mentendo spudoratamente.

"Allora te lo lascio volentieri! " disse Inge visibilmente arrabbiata mentre, andandosene, sbatteva la porta.

Poverine sia Inge che Klaudia dovevano aver passato dei brutti quarti d’ora e la responsabile della furia di Tom, era lei.

Chissà perchè, non si sentiva affatto in colpa anzi, provava una strana allegria, quasi incontenibile e la cosa non passò inosservata.

Già, Tom……… non aveva fatto altro che pensare a lui, al suo sorriso, ai suoi occhi profondi, alle sue labbra.

Le faceva battere forte il cuore, la faceva sentire bella e desiderabile. Come avrebbe fatto a controllare ciò che provava, a mostrarsi distaccata, come se il suo profumo non le facesse alcun effetto…. il solo pensiero le provocò un brivido.

Scrollò immediatamente la testa e cercò di concentrarsi sul lavoro.

Prese il carrello dei farmaci ed iniziò il giro delle terapie ma questa volta Tom sarebbe stato l’ultimo.

Questa sfida tra loro la divertiva molto: "vedremo chi avrà l’ultima parola!" pensò fra sè.

Passava da una stanza all’altra e ad ognuna di quelle persone regalava un sorriso e qualche parola di conforto.

Camminando lungo il corridoio incrociò Bill che proveniva dalla stanza del fratello.

Ovviamente non la degnò di uno sguardo anzi, quando la vide ritornò immediatamente indietro.

La maleducazione era genetica nella famiglia Kaulitz!  

Monica continuò il giro ma all’improvviso si sentì una chiamata di emergenza.

Uscì in corridoio e notò che la chiamata proveniva dalla stanza di Tom.

Senza badare a nulla, corse lungo il corridoio ed aprì la porta di scatto.

"Cosa succede ?";

Tom era rannicchiato  nel letto e dava le spalle alla porta.

"Che succede?"; chiese in tono ansioso e visibilmente preoccupata ma Tom non le rispondeva.

Allora si avvicinò al letto e lo afferrò per le spalle: "Tom, Tom per favore rispondimi, ti senti male?";

Tom si girò e con un immenso sorriso disse:" Che vi avevo detto? Questa donna è pazza di me!".

Entrando, non aveva assolutamente fatto caso alle persone che erano in camera; era talmente preoccupata che non vedeva altro che lui.

Oltre a suo fratello, c’erano gli altri componenti della band e altri ragazzi, forse suoi amici che la guardavano e ridevano a crepapelle.

Monica era letteralmente furiosa: era sul punto di esplodere ma, all’improvviso un’ altra chiamata d’emergenza catturò la sua attenzione.

Uscì frettolosamente dalla stanza di Tom e vide che la chiamata proveniva dalla stanza della signora Vollmer.

"Oh, cara, meno male che è qui. Ho un dolore insopportabile al petto e non riesco a respirare".

Erano tutti i sintomi di un infarto: "Stia tranquilla, adesso chiamo il dottore".

Si precipitò  ad avvertire il medico di turno che intervenne immediatamente facendole somministrare dei farmaci ed eseguendo un elettrocardiogramma.

Effettivamente il tracciato non era molto buono e la situazione era preoccupante; la signora Vollmer aveva già subito un infarto e un altro avrebbe potuto esserle fatale.

Vigilanza costante e ore ed ore di attesa.

Monica non si era allontanata un attimo da lei, sorvegliando costantemente i macchinari. Ad un tratto, quasi come attratta da una forza misteriosa, si voltò verso la porta: Tom, era nel corridoio, seduto sulla sedia a rotelle,  e la fissava da chissà quanto tempo.

Il suo sguardo era dolce e sincero e la guardava con ammirazione. Il sorriso che le regalò fu come una boccata di ossigeno, un regalo inatteso in un momento difficile. 

Tom….. con tutto quello che era successo, si era completamente dimenticata di lui.

Però, bello scherzo! Farla correre come una marionetta mettendola in imbarazzo davanti a tutta quella gente, che impudente!

Doveva ammetterlo:  adesso erano pari; ma la partita non era ancora chiusa.

 

                                                                                              ~~  ~~  ~~  ~~    ~~ 

 

Il suo turno era finito da un pò ma, non aveva voluto lasciare la signora Vollmer prima di essere sicura che la situazione fosse migliorata.

Passò in sala infermieri a controllare i turni del giorno seguente.

Entrando vide Klaudia che la stava aspettando e si contorceva le mani: faceva sempre così quando era nervosa.

"Ciao Klaudia, che succede, perchè sei così nervosa?";
"Oh Monica devo chiederti un favore, ti prego ti prego non dirmi di no e ti prometto che te ne sarò grata per tutta la vita".

"Se posso volentieri ma, non chiedermi di cambiare turno perchè proprio non posso farlo; ho un esame la prossima settimana e ho bisogno di studiare";
"no tranquilla, niente del genere solo che……";
"dai dimmi di che si tratta! ":
"So che il tuo turno è finito ma passeresti da Tom Kaulitz a fare i soliti controlli? Io proprio non ce la faccio; ieri mi ha urlato contro e mi ha umiliato dicendomi che ero un’incapace e visto che tu sei l’unica che lo tiene a bada……..";
"e va bene, non preoccuparti".

"Grazie, grazie grazie e ancora grazie" le disse Klaudia saltellando come una bambina;

"devi anche comunicargli che domani sarà dimesso, così finalmente ce ne liberiamo!".

La notizia fu come una doccia fredda per Monica.

"Che c’è? mi sembri sorpresa; non te lo avevano detto?";
"no, ma in fin dei conti è come dici tu, una liberazione per tutti".

Prese lo stetoscopio e se lo passò intorno al collo, poi con il pensiero che quella sarebbe stata l’ultima volta che lo avrebbe visto, si recò in camera sua.

Salutò l’uomo paffutello alla porta, ed entrò nella stanza.

Questa volta si guardò bene intorno e si accertò che fosse solo.

Non sapeva bene come avrebbe reagito nel caso in cui gli avesse preparato un altro scherzo.

"Buona sera signor Kaulitz, come si sente?";

"molto meglio adesso che sei arrivata…..oggi, non ho potuto fare a meno di osservarti; ti ho visto accanto a quella donna: sei stata dolce e premurosa non l’hai lasciata sola un attimo. Anche  per questo  mi piaci tanto";

quelle parole le fecero battere forte il cuore.

Tom aveva una dote molto singolare: diceva quello che gli passava per la testa con una sincerità disarmante.

Monica non rispose  ma si chinò a misurargli la pressione.

 Sentiva lo sguardo di Tom su di sè; sollevò piano la testa e notò che stava sbirciando nella sua scollatura.

"Signor Kaulitz, credo che questa mattina si sia divertito abbastanza!";
" ma era solo uno sch…";
"Non importa, tanto domani mattina la dimettono, così finalmente potrà tornare a casa"; disse seccamente e senza alcun calore nella voce.

La notizia colse Tom del tutto impreparato.

"Tenga il termometro per favore"; la fredda indifferenza con cui gli stava parlando meravigliò anche lei.

Perchè non era serena? Forse tenendolo a distanza avrebbe sofferto di meno? Di una cosa era sicura, non voleva che se ne andasse!

La voce di Tom interruppe il filo doloroso dei suoi pensieri: "Ho pensato molto a te; sei orgogliosa, ostinata e ….dannatamente irresistibile, sei una bella sfida! ";
"Lei ha voglia di giocare Signor Kaulitz io, invece, sono molto stanca. Per favore mi lasci vedere il termometro";
Tom glielo porse ma senza dire una parola all’improvviso l’afferrò forte  e la attirò a sè.

" Ma ….cosa sta facendo?";
" ho intenzione di baciarti Monica; anche tu lo desideri quanto me!":

" Che presunzione ma chi…"non riuscì a finire la frase; la bocca di Tom era sulla sua e la baciava con passione.

Monica cercò di divincolarsi, ma Tom non glielo permise, stringendola ancora più forte.

A che serviva lottare, lui  sapeva bene che anche lei moriva dalla voglia di baciarlo; così chiuse gli occhi e si lasciò andare.

Quando finì, Monica aveva gli occhi lucidi e le gambe le tremavano.

Era in preda ad una serie di sentimenti contrastanti, felice e turbata allo stesso tempo.

Respirò profondamente cercando di rallentare i battiti del cuore, affinchè non le scoppiasse nel petto.

Con una sicurezza che era ben lontana dal provare si sforzò di riprendere il controllo della situazione :"Devo andare ".

" Scappi? lo vedi anche tu che tra  noi c’è attrazione o forse vuoi negarlo?";

Monica si portò una mano alla fronte e poi con tutta la dolcezza di cui era capace disse:
"Ci siamo lasciati trasportare dall’emozione, ma sappiamo entrambi che è stato un errore".
"Non per me; ho desiderato baciarti dal primo momento che ti ho vista e sono sicuro che anche per te è lo stesso";

"E che importanza ha? Domani andrai via e dopodomani non ti ricorderai nemmeno come mi chiamo. Addio Signor Kaulitz, le auguro di guarire al più presto" e senza aspettare risposta andò via.

 

 

                                                                                          …………………continua

 

 

 

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TOKIO HOTEL: AL PRIMO POSTO NEI 10 MOST WANTED IN PORTOGALLO — COLUMBUS 27.10.2008 PHOTO — TOKIO HOTEL LIVE BOOK-1000 HOTELS EUROPEAN TOUR SCANS

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CIAO A TUTTI,
oggi posto una notizia, delle foto, le scans del libro 1000 HOTELS EUROPEAN TOUR e concludo con 2 bellissimi disegni.
 
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Blitz, ha fatto una ricerca su Eventful.com e il risultato è che tra
i 10 MOST WANTED IN PORTOGALLO I TH sono al primo posto.
Ecco la classifica:                                                                                                   
 

1. Tokio Hotel                                                                                              
2. Panic At The Disco
3. 30 Seconds to Mars
4. Paramore
5. Simple Plan
6. Jonas Brothers
7. Fall Out Boy
8. Porcupine Tree
9. My Chemical Romance
10. Britney Spears

 

 
 
 
 
                                                                                                                    Columbus Ohio 27 ottobre 2008
 
 
                                            
 
 
      
                                                                              
                                                                      
                               



 

fonte http://www.tokiohotelzone.com/photo/128-0-2490

Tokio Hotels Live Book – 1000 Hotel European Tour

 

 

BY ALPIO

 

 

BY ALLEGATOR

 

 

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TOKIO HOTEL CUORI D’ORO: DONAZIONI AI BAMBINI DELLA LANDBERGEN LEISURE GROUP– STARPULSE.COM: TOKIO HOTEL NELLA CURVA DI APPRENDIMENTO — DESTINOROCK.COM COME VINCERE UN COFANETTO TOKIO HOTEL–.

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CIAO A TUTTI,
oggi posto un pò di notizie e un concorso per vincere un cofanetto Deluxe dei Th.
 
 
MESSAGGIO PERSONALE PER VIKSIIE:
Ciao!
grazie mille per il commento che mi hai lasciato, sapere che questo blog ti piace molto e che lo visiti tutti i giorni mi rende felice.
Inoltre, me commossa, perchè la mia ff ti appassiona.
Sei sempre la benvenuta e ti aspetto presto tra le pagine di questo blog.
bacetti
aquarius
 
 
 
 
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 PER LA SERIE TOKIO HOTEL CUORI D’ORO 
                                                      
 16 febbraio 2009
JOHANNA SAALE della società Graven ha proposto una iniziativa benefica per i bambini disabili in stato di necessità.
Molte celebrità sono intervenute al torneo organizzato per la raccolta fondi.
Anche i Tokio Hotel sono stati invitati, ma a causa dei loro impegni non hanno potuto partecipare.
 Hanno inviato un pacco con grossi doni ed un invito ad un  concerto.
Johanna Saale dice " Un concerto per i bambini è troppo faticoso, ma  i doni sono stati generosi. Si tratta di una grossa offerta".
In totale sono stati raccolti 7.500 euro e moltissimi doni personali che hanno fatto brillare gli occhi dei bambini, dei loro genitori e dei loro accompagnatori.
 
 
PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO CLICK IN THIS:
 
 
 
                                     
 
LA CURVA DI APPRENDIMENTO: SAPORE INTERNAZIONALE INCLUDE I TOKIO HOTEL E 4LYN E ALTRI
 
Ecco il primo articolo INTERNATIONAL IN THE SHADOWS.
Alle porte ci sono alcuni tra i più grandi hitter da oltreoceano come la Germania, Nuova Zelanda, il Giappone e la Malesya che sono rappresentate da band fantastiche.
4NYL e, i Tokio Hotel  la prima ad essere diventata la vostra band preferita, hanno colpito le coste degli Stati Uniti direttamente dalla Germania.
 
 
 
Tokio Hotel
provenienza: Germania
etichetta: UNIVERSAL/INTERSCOPE
dovreste ascoltare: SCREAM
 
PERCHE’ TENERLI D’OCCHIO?

 I ragazzi dei Tokio Hotel sono i primi ad  essere la prossima grande band oltremare a colpire gli Stati membri e  in grande dimensione. Essi sono già sostenuti da alcuni pesanti hitters nel business e nelle etichette Interscope Universal, per non parlare di Hot Topic. La loro musica non conosce confini, e la loro goth / glam che attinge dal Powerpop potrebbe essere solo l’iniezione di vita che i maligni  del genere avrebbero bisogno. Certo l’emo è pieno di band di giovani adolescenti, ma non tutti sono pieni  di qualità. I Tokio Hotel potrebbe essere quello di cui abbiamo bisogno.
 
PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO CLICK ON THIS:

 
 
 
E PER CONCLUDERE
   
 
     
    
 
 
VORRESTE VINCERE QUESTO MERAVIGLIOSO COFANETTO CONTENENTE: I DVD "Leb Die Sekunde – Behind The Scenes", "Schrei – Live", "Zimmer 483 – Live In Europe", "An Deiner Seite (Ich Bin Da)" + UNA BORSA DI TELA IN EDIZIONE LIMITATA?
 
COME?
BASTA INVIARE UNA MAIL A  sorteos@destinorock.com  INDICANDO CHE STATE ASPETTANDO IL PROSSIMO ALBUM.
Il termine è il 22 febbraio, mentre il 23 saranno annunciati i vincitori.
Si può inviare una sola mail a persona altrimenti la domanda verrà annullata. Sono i benvenuti i partecipanti da ogni parte del mondo.
Si richiede solo di scrivere un post, non importa in quale lingua.
Suerte!
 
 
 
 
 
 
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FANFICTION “A PICCOLI PASSI” CAP. 5

PRONTI PER UNA NUOVA PUNTATA DELLA MIA FF???????????????????????ALLORA
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                                                    " A PICCOLI PASSI "     

                                                          CAPITOLO 5

 

 

 

Il sole filtrava attraverso le tendine.   

La notte era stata lunga e densa di emozioni.

Con la luce del giorno però, le cose assumevano un aspetto diverso: tutto era chiaro e ben definito e quei brevi, emozionanti istanti, vissuti appena qualche ora prima ora, dovevano rimanere solo un bel sogno. Già un bel ricordo da riporre con cura in un angolino remoto del suo cuore e lasciato lì per sempre.

Si diresse alla finestra e guardò fuori.

Il paesaggio era grigio e monotono, esattamente come i suoi pensieri.

Si stiracchiò e poi con le mani sollevò la massa voluminosa di riccioli neri.

Quando era corsa  da Tom, aveva lasciato il fermaglio in sala infermieri, ed ora si sentiva in disordine e poco professionale.

Il profumo dei fiori era intenso;  i loro colori brillanti la distolsero dai suoi pensieri; istintivamente Monica accarezzò i petali vellutati di una splendida rosa gialla.

"Ciao Tom, come va?" la voce di Bill la fece sobbalzare;

"direi benissimo; a quanto vedo, anche in queste condizioni, non perdi un’occasione eh?" lanciando un’occhiata eloquente nella sua direzione;
"Piantala Bill!";

Monica arrossì violentemente.

Con un tono di voce freddo e professionale disse: "Buongiorno Signor Kaulitz, come si sente?";
"ma, non ci davamo del tu?";
"il regolamento; ricorda?";
"ma questa notte………..";
"questa notte lei aveva la febbre alta ed era sotto l’effetto dei farmaci".

L’espressione stupita di Tom la colpì più di quanto si aspettasse;era deluso e arrabbiato.

 Monica non riuscì a sostenere il suo sguardo  e con una scusa si allontanò in fretta dalla stanza.

Si recò quasi correndo in sala infermieri e, solo nella tranquillità di quel luogo, respirò profondamente.

Fingere che non fosse accaduto nulla era stata dura ma proprio non riusciva a capire perchè era stata tanto scostante: di cosa aveva paura?

In realtà , la risposta la conosceva già: innamorarsi di Tom Kaulitz.

Era una follia !

Lui era ricco, famoso e soprattutto irraggiungibile. E come se non bastasse, la sua reputazione non era così rassicurante: nel suo letto una ragazza diversa tutte le notti. 

Quel bacio per lui rappresentava  un capriccio, forse una sfida ma per lei la cosa era ben diversa. 

 Lei aveva molto da perdere: il suo cuore e, questo era senza dubbio un prezzo troppo alto!

Aveva il cuore pesante e gonfio di tristezza: guardarlo  e non poter rivelare ciò che sentiva era terribile.

Meglio dimenticare quel bacio; meglio dimenticare Tom Kaulitz !

Si guardò allo specchio; aveva il volto stanco e gli occhi segnati dalla mancanza  di sonno.

Prese il fermaglio e si legò velocemente i capelli, si lavò il viso e poi uscì in corridoio; il giro delle visite era appena iniziato e prima di andare via doveva occuparsi anche della parte burocratica e terminare le ultime rilevazioni da segnare sulla cartella clinica.

Quando la vide entrare in camera, Tom la guardò con una strana luce negli occhi, tanto che ne restò intimorita.

Durante tutto il tempo, non lo guardò più; temeva di non riuscire a controllare i suoi sentimenti e quegli occhi, quegli occhi le leggevano dentro l’anima .

Ad ogni passo, ad ogni movimento, ad ogni singolo respiro sentiva su di sè il peso del suo sguardo che non la lasciava mai.

Poco dopo il chirurgo confermò che l’intervento era riuscito perfettamente e che il decorso era nella norma; nel giro di poche settimane avrebbe ripreso a camminare normalmente.

Monica tirò un sospiro di sollievo.

Adesso poteva anche alimentarsi normalmente, così gli fece portare la colazione. 

L’allieva infermiera entrò in camera con un vassoio, aveva il viso in fiamme dall’emozione: serviva la colazione a Tom dei Tokio Hotel!

La cosa non sfuggì a Tom che iniziò sfacciatamente a fare apprezzamenti su di lei.

Lusingata dai suoi complimenti azzardò: "Tom, mi faresti un autografo? Io vi seguo da molti anni e sono una tua accanitissima fan…";

Monica la incenerì: "Come ti permetti! non puoi disturbare un paz…":

"Ma certo!…." la interruppe Tom; "…Ad una ragazza carina come te, non posso proprio dire di no!", e poi si voltò a guardare la  sua reazione.

Lei si sforzò di mostrarsi indifferente ma, non era sicura di esserci riuscita del tutto perchè Tom  sorrideva con aria beffarda.

Sapeva essere veramente irritante quando voleva !

Stizzita ma, con apparente calma, prese la penna dal taschino, firmò la cartella clinica ed annotò l’orario dopo aver guardato il suo orologio e poi disse: 

"Arrivederci Signor Kaulitz!";

"ma, stai andando via?";

"Sì, il mio turno è finito, ci vediamo  fra 2 giorni!";

"perchè fra 2 giorni?";

"ma, la caposala non l’aveva informata?";

"e di cosa avrebbe dovuto informarmi?";
" che dopo un turno di 24 ore mi spetta un giorno di riposo ma…… non si preoccupi; la lascio in buone mani!" e con la mano colpì affettuosamente la spalla dell’ allieva infermiera.

Inarcò un sopraciglio e con un sorrisetto ironico le disse: "Buon lavoro cara!";

"La saluto Signor Kaulitz!"  poi si voltò e proprio un attimo prima di uscire lanciò un’occhiata furtiva in direzione di Tom: la sorpresa e la rabbia erano talmente evidenti che sembrava dovesse esplodere da un momento all’altro.

Guardò anche la ragazza che sorrideva ignara e pensò "poverina, quasi mi dispiace per lei…… ", e se ne andò.

 

 

                                                                                       …………………continua

 

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TOKIO HOTEL ROCK IM BAD; LEHMKE 02.07.05 — BERLIN PHOTOSHOOT 2007

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CIAO A TUTTI,
oggi un intervento tutto foto.
Le prime riguardano una esibizione dei Th al rock im Bad nel luglio del 2005 e le altre sono di un photoshoot realizzato a Berlino nel 2007.
 
 
 
MESSAGGIO PERSONALE PER ARIANNA:
 
Ciao,
poichè non sono riuscita a lasciarti un messaggio, lo faccio qui.
Grazie mille per il bellissimo commento che mi hai lasciato. Sono felice che segui il mio blog tutti i giorni e sono ancor più felice di sapere che la fic ti appassioni tanto!
Ahime!, non mi chiamo Monica; ho scelto questo nome perchè i tedeschi lo pronunciano in un modo molto particolare: monìka mettendo l’accento sulla i. La posto 2 volte a settimana il martedì e il venerdì.
Spero di ritrovarti presto tra le pagine di questo blog.
bacetti e a presto.
aquarius
 
 
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 ROCK IM BAD 2005
 
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xx

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   GUSTAV, NON TI SMENTISCI MAI,  HAI UN’AUTENTICA PASSIONE PER LE BIONDE!!!!!!!!!!!!!!!!!

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BILL KAULITZ TRA I 5 RAGAZZI PIU’ HOT DI HEARTTHROBS SU MTV — GLI ORSETTI BILL E TOM SEPARATI IL GIORNO DI SAN VALENTINO– NOTIZIE SUL NUOVO SINGOLO AL PIU’ PRESTO SU MY SPACE — TOM KAULITZ AVREBBE UNA INFEZIONE AI GENITALI–

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CIAO A TUTTI,
quasi quasi mi vergogno!
oggi un intervento tutto spettegulessssssss, vabbè in mancanza di altro……….
 
 
 
 
 
Iniziamo subito con Bill tra i 5 ragazzi più hot :
 
Robert Pattinson, Chaco Crawfored, Jesse McCartney, Shia  LaBeouf o Bill Kaulitz; chi sceglierà Kim (la conduttrice) per trascorrere la giornata di San Valentino?
 
Bill Kaulitz dei Tokio Hotel: il tedesco è sicuramente in cima alla lista.
 
 
 
 
 
 
                                                                                
 
 
 
Ricordate gli orsetti Bill e Tom dello zoo di Brno?
Oggi saranno separati.
Tom, a cui non piace molto l’acqua  arriverà allo zoo di Praga oggi pomeriggio;
Bill, che è un grande appassionato di giochi d’acqua sarà trasferito in Germania a Gelsenkirchen nel nord Westfalia dove avrà una magnifica piscina.
 
Che tristezza!
 
 
 
 
 
                                                                                 
 
 
 
 
   Sul myspace ufficiale dei Th, una newsletter annuncia che al più presto ci saranno notizie sul nuovo album e in particolare del nuovo single; comunque non viene indicata una data per l’uscita.
 
 
 
 
 
 
 
ed ora veniamo alla bufala più bufala che ci sia:
Per la serie "non sappiamo più che ce dobbiamo inventà" ecco la notizia secondo la quale Tom Kaulitz, il 10 febbraio scorso sarebbe stato portato d’urgenza all’ospedale Albertinen-Krankenhaus di Amburgo per tremendi dolori al basso ventre.
Appendicite? no semplicemente una malattia venerea: Herpes genitale.
Non aggiungo altro per leggere l’intero articolo click on this:
 
 
 
                                                                       
 
 
 
 
per concludere 2 magnifici disegni di Bill e Tom by allegator
 
 
 
 
                                                     
                                                                        
 
 
 
 
 
 
 
                                                              
 
 
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