Fanfiction: “La Stagione delle Piogge”. Capitolo 14

Scusate tutti per la lunga attesa.

E’ stato un periodo difficile e sebbene adori follemente questa storia non ho avuto il tempo di mettere giù due righe.

Spero tanto che il capitolo vi piaccia.

aquarius

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Capitolo XIV

“Sei tornato a cercarla?”;

suo padre indurì la mascella.

Aspettò qualche secondo prima di rispondere.

“No”.

Kora si sentì crollare il mondo addosso.

Come aveva potuto suo padre fare una cosa del genere?

Lo guardò dritto negli occhi cercando una motivazione, una qualsiasi giustificazione nel suo sguardo ma non la trovò.

Quello che lesse fu solo commiserazione e rimorso.

Un rimorso che lo aveva tormentato per ben ventisei anni.

Improvvisamente gli lasciò la mano e fissò il ritratto.

Era così delusa, così amareggiata.

“Perchè?” ebbe solo la forza di chiedere.

“Ero giovane… egoista….non lo so. Sono passati tanti anni e sinceramente ancora non so perchè  l’ho fatto”.

Kora scosse la testa con disappunto ma poi vedere lo sguardo di suo padre così mortificato la fece desistere dall’infierire.

Bill si alzò dalla poltrona e si avvicinò alla finestra.

Aveva lo sguardo fisso nel vuoto, alla ricerca di qualcosa oltre il buio.

Si infilò le mani in tasca e sospirò per l’ennesima volta.

“Appena tornai a casa i primi giorni mi sembrò di impazzire; non vedere il suo volto, non sentire la sua voce, non tenerla stretta tra le mie braccia era una sofferenza atroce, un dolore insopportabile.Non facevo altro che pensare a lei, giorno e notte. Non riuscivo a concentrarmi su niente, nemmeno sul lavoro.

Me ne stavo chiuso nella mia stanza al buio, a ripensare a tutte le cose che avevamo fatto, a tutte le promesse che ci eravamo scambiati e solo questo mi dava un pò di sollievo. Feci stampare tutte le foto che avevamo scattato insieme e non facevo altro che guardarle e riguardarle per ore.

La nonna, un giorno, non potendone più di vedermi così triste, mi fece questo album” e lo prese tra le mani.

“Giorno dopo giorno, attaccai tutte le foto e quando finii, era già ora di partire per sponsorizzare l’album. Poi ci furono i concerti, le campagne pubblicitarie e alla fine, quasi senza accorgermene, la stagione delle piogge era finita e con essa si era spento anche il mio dolore. Ero tornato alla mia vita di sempre, alle feste, alle uscite notturne con lo zio Tom, alla vita senza regole che avevo sempre condotto. Elena era solo un ricordo, un’avventura estiva finita esattamente come era iniziata così, quando arrivò l’estate, invece di tornare da lei, come le avevo promesso, mi trasferii a Los Angeles assieme allo zio Tom, alla nonna e Gordon”.

“Tu…l’hai abbandonata!” la voce di Kora risuonava come uno schiaffo in pieno viso.

Cosa si aspettava? Del resto se lo meritava, sapeva ciò che aveva fatto ed ora doveva renderne conto.

“Si. L’ho abbandonata” disse annuendo tristemente e sempre con lo sguardo fisso nel buio.

“Non sono fiero di ciò che ho fatto. Ho passato tutta la mia esistenza a torturarmi per questo ma non basta. Il rimorso non mi da pace. Vedi, ero sicuro di averla dimenticata e invece…il suo ricordo è come un fantasma che ancora mi perseguita. Ho distrutto i sogni di Elena ma, allora non sapevo…non immaginavo che con quelli avevo distrutto anche la mia vita perchè lei è stata l’unica donna che mi abbia amato veramente”.

“E la mamma?” gridò d’impulso.

Era talmente accecata dalla collera e dal dolore che non riuscì a trattenersi.

“La mamma è stata solo una vittima. Un errore”.

Kora sbarrò gli occhi sempre più furente.

“Anch’io sono stata un errore?”;

si voltò a guardarla dritto negli occhi prima di rispondere.

“No. Mai, neanche per un secondo ho pensato che tu fossi un errore. Tu sei la cosa migliore che io abbia fatto nella mia vita, l’unico motivo di gioia”.

Si avvicinò a lei, allungò la mano per poterla accarezzare ma vederla piangere sommessamente fu una pugnalata al cuore; la ritrasse, tremante.

Kora era così avvilita…così frustrata che lui non ebbe il coraggio di sfiorarla.

Sapeva che le stava causando un grande dolore ma doveva proseguire, adesso non poteva più tornare indietro.

“Ho conosciuto tua madre a Los Angeles qualche anno dopo. Lei era lì per un master universitario.  Io, lo zio Tom e alcuni amici eravamo in un locale, un venerdì sera. Los Angeles era diventata la nostra seconda casa ma questo non significava che non ci mancasse la nostra terra, le nostre abitudini. Sentii una voce femminile parlare la mia stessa lingua….era così bello e familiare… mi voltai e la vidi. La prima cosa che notai, oltre al suo  sorriso, furono i suoi bellissimi capelli….i tuoi sono esattamente come quelli della mamma”.

Riuscì a strapparle un sorriso in quella maschera di lacrime e trucco disfatto.

“Mi incuriosiva il suo modo di parlare, sembrava spiritosa, intelligente, allegra e anche molto matura…quasi senza accorgermene mi avvicinai a lei e dopo qualche istante ero seduto al suo tavolo. Mi affascinava il modo con cui mi parlava di sè, dei suoi sogni, dei suoi progetti….”.

Kora prestò molta attenzione alle parole che diceva suo padre. La mamma non le aveva mai raccontato nulla su come si fossero conosciuti.

“Mi sentivo tanto solo….quella notte avevo bisogno di sentirmi amato, di sentire di nuovo il calore di una compagna, di qualcuno che scaldasse di nuovo il mio cuore dopo tanto tempo. Finimmo in un albergo poco distante da quel locale….. Da quel giorno ci vedemmo spesso e tutte le volte finivamo col fare l’amore ma dopo, quando i sensi si appagavano, non avevamo niente da dirci, niente da condividere….niente. Quando lei se ne andava, io mi sentivo ancora più solo di prima…. e facevo i conti con la mia coscienza. Quando la stringevo, cercavo disperatamente qualcosa che lei non poteva darmi….cercavo Elena, i suoi occhi, il suo sorriso”.

Kora piangeva a dirotto.

Ora capiva il perchè di tante cose.

In quel momento odiava suo padre con tutte le forze ma al tempo stesso provava tanta pena per lui.

“Decisi che non poteva più continuare quella storia. Non era giusto per tua madre. Non era giusto per me. Quando le dissi che non dovevamo più vederci, che tra  noi era finita, lei mi confessò di essere incinta”.

Kora si asciugò il viso con il dorso della mano.

I suoi occhi lanciavano bagliori di rabbia, sembrava che dicessero – anche io sono stata un errore, qualcosa che non volevi e che non avevi programmato nella tua vita perfetta!-

Bill si affrettò a rispondere a quella tacita domanda.

“All’inizio ero spaventato…io non ero capace di prendermi cura di me stesso, figuriamoci di un bambino ma poi, quando accompagnai la mamma dal dottore per la prima ecografia e ti vidi, pensai che tu saresti stata il mio riscatto. Avevo finalmente qualcuno da amare e che mi amasse incondizionatamente. Qualcuno che, nonostante tutto, nessuno mi avrebbe potuto portare via…strappare  dalla mia vita o dal mio cuore”.

La guardò ancora negli occhi e questa volta il suo sguardo si era ingentilito.

Kora non vedeva più il mostro di poco prima: adesso rivedeva il suo papà con il solito sguardo triste e l’aria malinconica di sempre.

Adesso capiva la sua sofferenza, il suo dolore, i suoi incomprensibili silenzi.

“Ricordo perfettamente il giorno in cui sei nata. Era una calda sera d’estate. Ti misero tra le mie braccia, avvolta in un telo chirurgico e il tuo pianto disperato, era musica per le mie orecchie. Con la tua manina mi stringesti l’indice con tutta la tua forza. In quel momento capii che il nostro legame era indissolubile, che per te avrei fatto qualsiasi cosa, che ti avrei protetta e mi sarei preso cura di te e che diversamente da me, tu avresti avuto un papà  presente, sempre al tuo fianco pronto a sostenerti in qualunque situazione. Tu non saresti mai stata sola, mai”.

Kora singhiozzava più forte di prima.

“Così decisi di sposare la mamma, sebbene non la amassi. Tu venivi prima di tutto e inoltre, quello sarebbe stato il giusto castigo per il male che avevo fatto ad Elena: avevo abbandonato il vero amore per vivere accanto ad una donna che non amavo ma che mi aveva fatto un dono prezioso: te, Kora”.

 

 

continua

10 thoughts on “Fanfiction: “La Stagione delle Piogge”. Capitolo 14

  1. Che bel capitolo,molto intenso di emozioni forti,anche io adoro questa storia,BRAVISSIMA!!!
    Tornado alla tragedia che ha colpito Bill, si è vero il tempo può aiutare ma sarà comunque molto dura…ora più che mai gli sono vicina,spero che la piccola non abbia sofferto troppo😦 povero Bill,l’unica cosa che mi conforta è che c’è Tom il suo fratellone…

  2. Capitolo molto toccante ci hai fatte penare per averlo mannaggia!😄
    Qualcosa mi dice che Bill forse potrà riavere la sua Elena e che magari sarà proprio Kora ad aiutarlo. Sono ansiosa di leggere il seguito cara! Spero tu abbia passato bene la tua vacanza e il compleanno =) e spero anche che il periodo di interrogazioni sia andato bene…
    Non preoccuparti per i ritardi sono la prima con i miei impegni universitari a non riuscire a star dietro alla mia.
    uuuuuuuuuuuuuuuhhh la neveeeee *.* non me ne ero accorta!
    Baci alla prossima

    • Grazie mille tesoro. E dire che era pronto già da 3 settimane solo che non ho avuto nemmeno il tempo per riuscire a postare. Il prossimo spero arrivi con puntualità. E’ stato un compleanno bellissimo! Mi sono divertita veramente tanto anche se faceva freddissimo. Ho fatto il tour dei luoghi di Millenium, ho visitato la parte antica della citta, il museo, ho girato in traghetto anche se faceva un freddo cane. Ho assaggiato di tutto anche le famosissime polpette svedesi ma cielo e se è pesate la cucina svedese! Un bacio

      • buone le polpette svedesi XP Le mangio sempre quando vado all’IKEA ^_^
        anche quello sformatino di verdure con broccoli e patate è strabuono *_*

  3. questo capitolo è stupendo e mi ha fatto piangere, forse sarà stato anche d’aiuto per sfogarmi della brutta notizia della sua cagnolina, però sta di fatto che sta volta ho pianto!
    non ti preoccupare, noi capiamo tutto!
    figurati che la storia di cui ti ho parlato è ancora ferma al terzo capitolo, che tristezza!
    non ho mai tempo per dedicarmici e se ce l’ho è troppo tardi e sono stanca morta!😦
    non vedo l’ora che sia domani, sono troppo curiosa *_*

    • Grazie mille tesoro, come sempre sei tanto gentile. Ti confesso che anch’io ho ianto mentre mi immaginavo la scena e mentre mettevo giù il capitolo. Lo sai, quando scrivo, provo in prima persona le emozioni dei protagonisti. Si anche io non vedo l’ora che apri il mio regalo! Tanti auguri tesoro: Buon Compleanno!!!!!!

      • prego, prego, prego❤
        lo so, anch'io le vivo in prima persona!❤
        mannaggia a te che devo aspettare fino a stasera u.u
        cattiva😄
        grazie mille tesoro❤

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