Fanfiction: “La Stagione delle Piogge”. Capitolo 16

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Capitolo XVI

Era già passata una settimana dal suo arrivo: una settimana passata a rilassarsi e a godere dell’affetto della sua famiglia.

Le sue responsabilità di padre e di artista, spesso gli facevano dimenticare il piacevole ruolo di figlio; le attenzioni premurose di sua madre gli regalavano una sorta di protezione, lo richiudevano in una piccola bolla fatta di amore e comprensione che lo facevano sentire al sicuro.

Peccato che Kora, faceva di tutto per rovinargli quei pochi momenti sereni.

Non gli dava tregua e, ormai, dalla sua parte si era schierato anche Tom.

La mamma invece non si era pronunciata: dopo aver osservato con grande attenzione il dipinto della sua amata nipote, si era limitata a chiamare il suo vecchio amico di Amburgo e decantargli le lodi della ragazza, del suo innato talento  e a stringere in maniera tempestiva, gli ultimi accordi riguardo all’esposizione  ormai prossima.

Bill si ritagliava del tempo nel corso della giornata: andava a trovare i suoi vecchi amici, pranzava nei localini che frequentava quando abitava a Los Angeles e faceva lunghe passeggiate a Venice Beach: il cielo sempre azzurro, la brezza tiepida e profumata, l’oceano nella sua profondissima grandezza e le sue onde che accarezzavano le sue orecchie come musica erano un toccasana dopo le burrascose vicissitudini degli ultimi tempi ……eppure…..

per quanto fosse caldo, il sole non riusciva a scaldare il suo cuore e le acque dell’oceano, fin troppo gelide, lo rattristavano enormemente.

Nei suoi pensieri c’erano il sole e il mare della Toscana e il languido pensiero di Elena.

Più passavano i giorni e più viveva in una sorta di limbo, cullato dai ricordi e in balia di strane emozioni, animato da una speranza nuova, forse un pò assurda, di riassaporare il gusto della felicità.

Cominciava a  prendere coscienza del fatto  che forse Kora potesse avere ragione;

forse poteva fare un tentativo,chissà……

magari lo stava  ancora aspettando e proprio come lui, soffriva per quella lontananza durata ben 26 anni.

Ma come poteva fare a ritrovarla?

Da dove doveva iniziare?

Non ricordava più il suo cognome, il suo numero di telefono  si era perso nelle spire del tempo e della dimenticanza.

Più si animava di speranza e più il suo cuore era ottenebrato dai dubbi.

E se invece, fosse un errore?

Perchè forzare il passato?

Cosa avrebbe fatto se avesse scoperto qualcosa di cui era terrorizzato?

Già, più dell’odio di Elena temeva che lo avesse dimenticato, che dopo ciò che le aveva fatto, avesse cancellato dal suo cuore e dai suoi ricordi quei momenti che per lui invece rappresentavano tutto il suo universo.

Scosse la testa.

Si massaggiò vigorosamente le tempie.

Improvvisamente si sentì accarezzare teneramente la testa.

Immediatamente riconobbe quel tocco affettuoso.

“Cosa c’è? Hai di nuovo mal di testa?”;

La voce di Simone aveva un tono gentile e premuroso.

“Si”.

“Troppi pensieri?”;

“Già”.

Si sedette sulla poltroncina accanto a lui.

Il vento le scompigliava i capelli e quel lungo kaftano di colore rosso. Aveva lo sguardo fisso all’orizzonte ma la sua presenza non lo disturbava affatto, anzi.

Lei riusciva a rincuorarlo, nei suoi lunghi momenti di malinconia e di insicurezza.

Oltre a suo fratello, sua madre era sempre stata l’altro grande punto di riferimento della sua vita.

“Non sai che fare, vero?” si voltò a guardarlo attraverso i suoi spessi occhiali da sole scrutando con attenzione ogni piccola piega sul volto di suo figlio.

“Proprio così. Da una parte c’è Kora, con le sue idee romantiche e strampalate, dall’altra c’è Tom che non fa altro che supportarla e spingermi a tornare in Italia”;

“E Tu?”;

Bill non rispose.

“Tu, cosa vorresti fare?”;

“Io vorrei….forse più di quanto immagini….mi piacerebbe tanto…..”;

“Ma hai paura”.

Sospirò sconfitto.

Chinò la testa senza rispondere.

“Ti capisco e non vorrei essere al tuo posto” ammise sincera.

Gli toccò un braccio ed iniziò ad accarezzarlo lentamente: faceva così anche quando era bambino.

“Bill, tesoro, hai passato tanti anni lontano da lei ma nel tuo cuore hai continuato a cercarla. Hai cercato nei sentimenti e nel corpo di un’altra donna quell’amore che solo lei è stata in grado di darti; hai cercato negli amici la complicità e l’intesa che solo con lei hai condiviso. La vita ti sta offrendo un’altra opportunità, non devi sciuparla”.

“Lo so mamma, sono più di vent’anni che mi logoro nel rimorso e nel rimpianto ma, adesso potrebbe essere troppo tardi….potrebbe avere una famiglia, dei figli….”;

“….essere felice anche senza di te?”;

Sospirò di nuovo.

“…..E se mi avesse dimenticato?”;

“E’ questo ciò che ti spaventa di più. Sapresti accettare il suo odio, il suo disprezzo ma non potresti sopportare che ti avesse dimenticato. Non posso biasimarti ma e’ un rischio che devi correre: devi affrontare e sconfiggere quei demoni che affollano il tuo cuore e i tuoi pensieri e poi correre da lei oppure….”;

“Oppure?”;

“Oppure continuerai a  vivere di rimpianti il resto della tua vita. Pensaci bene figliolo. La felicità è un bene prezioso ma basta un respiro, un battito di ali e fugge via per sempre. Sei ancora in tempo”.

Bill annuì silenziosamente.

Simone si voltò di nuovo a guardare l’oceano poi dopo qualche istante si alzò.

“Fa troppo caldo qui, me ne torno a casa, al fresco dell’aria condizionata e a sorseggiare una limonata fredda”;

sorrise a suo figlio accarezzandolo con lo sguardo prima di andarsene:

“piccoli privilegi concessi ad una vecchia signora”.

****

“Bill, hei Bill sei qui?”;

Tom bussò vigorosamente alla porta della camera del fratello ed entrò prima di ricevere una risposta.

“Ma che diavolo…..”;

Tutti gli abiti di Bill erano gettati alla rinfusa sul letto.

Nella sua stanza sembrava fosse appena passato un tornado: scarpe lasciate in giro sul pavimento, camicie  gettate senza riguardo su una poltrona, gioielli e ninnoli vari sparsi sul comò e sui comodini, i cassetti tutti aperti, le ante dell’armadio spalancate e suo fratello che teneva il cellulare appiccicato all’orecchio mentre davanti ad uno specchio si provava una maglietta ancora sistemata sull’omino.

“Tom…..dove cavolo sono i miei costumi?”;

“Eh?! I costumi? E che cosa devi far”;

“Schhhh!” suo fratello lo zittì portandosi un dito sul naso.

“Pronto? Si sono ancora qui….allora c’è un volo fra un’ora….no non credo di farcela. Il prossimo?…. Domani mattina alle nove?E’ troppo tardi….Ma non potrebbe cercarne uno con un’altra compagnia?…..A questo punto va bene qualunque cosa…..”;

Tom cominciava a capire le intenzioni di suo fratello ed un enorme sorriso gli si disegnò sulle labbra.

“…..Alle undici è perfetto! Durata del volo?….A-ha undici ore circa…..quindi dovrei arrivare più o meno…a mezzogiorno è esatto?Ah, si è vero, non avevo considerato il fuso orario……Il nome dell’aeroporto? ….Galileo Galilei di Pisa. Ok, e sa dirmi se c’è un autonoleggio?…..Ah, perfetto! Vorrei noleggiare un’auto con autista…..Non potete noleggiare un’auto con autista? Accidenti, questo è un problema”.

“Che succede Bill?”;

“Niente, non hanno l’autista”; poi continuò a parlare al telefono.

“….Cosa? No, vorrà dire che guiderò io”; poi coprì il microfono con un dito e si rivolse a suo fratello:

“sempre che mi ricordi come si fa!”

Tom rise a quella affermazione.

“….No, gradirei un’auto non troppo grande…..No, nemmeno un’utilitaria….Ma figuriamoci!”;

ricoprì il microfono:

“volevano darmi una Fiat”;

“digli che è meglio che ti trovino un’Audi o ti rivolgi a qualcun altro” gli suggerì Tom.

Bill annuì mentre continuava a rispondere al telefono.

“A-ha…senta, io ho bisogno di una Audi. Lei è in grado di procurarmela? Altrimenti mi rivolgerò altrove……Ah, bene; perfetto”.

“……A chi devo intestare il volo ed il noleggio dell’auto?” la voce dell’impiegata gracchiava alla cornetta;

“Bill Kaulitz”.

“D’accordo Sig. Kaulitz. Troverà il biglietto e i documenti del noleggio presso il nostro box informazioni. Mi raccomando, si presenti due ore prima della partenza del volo per il chek-in e per i controlli alla dogana.  Arrivederci e Buon Viaggio”.

Bill riattaccò il telefono e lo gettò con poca grazia sul letto.

“Allora parti?”;

“Già”.

“Vai a cercare Elena?”;

“Si” ammise senza distogliere lo sguardo dalla valigia e senza interrompere quello che stava facendo.

“Cosa ti ha spinto? Certamente nè io nè la piccola ranocchietta….”;

“Le parole della mamma”.

Tom sollevò un angolo delle labbra in un ghigno compiaciuto.

“Cosa ti ha detto per convincerti?”;

“Che la vita mi sta offrendo un’altra opportunità per essere felice….e questa volta non intendo sprecarla”; sollevò lo sguardo  e fissò negli occhi suo fratello:

“La troverò Tom….ho una paura f*****a ma, devo concedermi una possibilità”.

Tom gli si avvicinò e gli diede una pacca sulla spalla.

Finalmente il suo fratellino aveva preso la decisione giusta.

Chissà, forse Elena lo stava ancora aspettando su quella spiaggia…. adesso era tutto nelle mani del destino ma era così bello veder finalmente sorridere suo fratello. Era da tantissimo tempo che non lo vedeva così entusiasta e pieno di energia.

“Dai, dammi una mano, così finisco prima. Cosa volevi prima?”;

“La cena è quasi pronta, dobbiamo scendere di sotto ma a questo punto, la cena dovrà aspettare. Vediamo un pò dove sono finiti i tuoi costumi….è una vita che non li indossi…..magari ti darò qualcuno dei miei”.

“Lascia perdere, li prenderò in Italia. Piuttosto passami quelle magliette”.

Dietro una piccola fessura della porta, Simone aveva ascoltato tutta la conversazione.

Sorridendo, si allontanò silenziosa.

continua

4 thoughts on “Fanfiction: “La Stagione delle Piogge”. Capitolo 16

  1. Tesoro hai postato =)
    FINALMENTEEEEE! non vedevo l’ora che si decidesse!
    Chissa Elena avrà dei figli?… (magari un figlio per kora xD) Sarà sposata?
    Spero che anche questa storia trovi il suo lieto fine!
    Anche se al posto di Elena appena lo vedrai spuntare per prima cosa gliene darei tante… ma taaante!😉
    Stavo scrivendo, ottima pausa. Mi fa sempre piacere leggere le tue storie.
    Alla prossima!

  2. Divertentissimo capitolo soprattutto nella parte finale con la telefonata ( Bill che guida una Fiat non ce lo vedo,ah,ah,ah!!!) e dove parla con Tom, molto tenera invece la parte con la madre, allora Bill si è deciso finalmente…inizia la caccia al tesoro…
    Complimenti!!!!

  3. awww oddio ho le lacrime agli occhi!
    altro capitolo bellissimo, la chiacchierata con Simòne; Tom che vuole l’AUDI hahahaha unico!!!
    troppo troppo bello!!!
    un bacio❤

    ps: mi scuso per il ritardo ma stamattina ho studiato, poi questo pomeriggio ero al centro commerciale con i miei per prendere delle cose, mentre aspetto che carichi su Buzznet le foto nuove di Brit mi sono messa a leggere il capitolo
    Complimenti tesoro❤
    ps2: grazie x i regali di Natale, non vedo l'ora di aprirli *_*

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