Fanfiction: “La Stagione delle Piogge”. Capitolo XXV

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Se vi va, leggete ascoltando questa meravigliosa melodia di Yiruma

Capitolo XXV

Le prime luci dell’alba li sorprese stretti l’uno all’altra.

Elena era rannicchiata contro il suo petto: il viso disteso, le labbra leggermente imbronciate, il respiro lento e regolare che sfiorava la sua pelle.

Non gli sembrava vero, dopo tutti quegli anni, erano ancora lì insieme: la storia si ripeteva esattamente come venti anni prima ma questa volta le cose sarebbero andate diversamente.

Bill inconsapevolmente la strinse più forte a sè mentre ripensava a ciò che era successo tanti anni prima.

– Nessuno ti porterà via da me. Nessuno ti strapperà più dalle mie braccia. Adesso sei mia… sei finalmente mia, Elena-

Una leggera brezza le agitò i capelli riversandoglieli sul viso.

Bill le accarezzò delicatamente il viso cercando di non svegliarla.

Era così bello ammirare la sua bellezza e contemplare il suo sonno così sereno.

–  Amore mio, quanto tempo abbiamo sofferto… se solo avessi avuto il coraggio di tornare prima…  ho passato la mia misera esistenza cercando di dimenticare e invece….Kora aveva ragione: solo affrontando il passato avrei ritrovato me stesso –

Sollevò lo sguardo verso l’orizzonte e respirò profondamente.

– Una nuova alba….la prima della mia nuova vita. Oh Elena, se solo potessi immaginare quanto sono felice in questo momento… se potessi passerei il resto della mia vita guardandoti dormire tra le mie braccia-

Si voltò a guardarla di nuovo e trovò i suoi occhi fissi su di lui che lo guardavano con quella stessa luce, con quello stesso calore di tanti anni prima.

“Buon giorno” le disse dolcemente.

“Buon giorno” e le sue belle labbra si distesero in un sorriso.

“A cosa stavi pensando?”;

“Quando?” gli chiese curioso.

“Pochi istanti fa. Mi sono svegliata  e tu guardavi il mare: avevi un’aria così felice”.

“Pensavo a te, a noi”.

Quelle parole sembrarono turbarla.

Improvvisamente distolse lo sguardo e una piega profonda le segnò la fronte.

Quando tornò a guardarlo, i suoi occhi erano carichi di malinconia.

” A cosa pensavi esattamente?”;

Bill le sfiorò le labbra  con il pollice in una carezza delicata e sensuale.

“Pensavo che vorrei passare il resto della mia vita  con te. Vorrei  addormentarmi al tuo fianco e risvegliarmi ogni singolo giorno con la consapevolezza che tu sei lì, con me. Vorrei sentire il tuo sguardo pieno di amore e di tenerezza su di me esattamente come stai facendo in questo momento e sentirmi l’uomo più felice del mondo perchè la donna che amo sarà per sempre mia”.

Una lacrima solcò il viso di Elena.

Bill asciugò quella lacrima salata:

“Si, Elena io ti amo; nessuna  ha mai preso il tuo posto nel mio cuore. Sai, ci ho messo tanto a capirlo ma, io non posso essere felice senza di te. Non voglio più tornare alla mia vita di prima… quella non è vita. La mia vita sei tu, sei soltanto tu. Devi saperlo. Devi sapere che mi sono torturato nel rimorso in tutti questi anni e che ho sofferto maledettamente per ogni singolo minuto passato lontano da te. Io, io sono stato uno stupido, io…”; ma non riuscì a finire.

Elena gli aveva posato un dito sulle labbra impedendogli di proseguire.

“Non dire niente Bill…. ti prego”.

Elena affondò il viso sul suo petto mentre stringeva stretto tra le mani un lembo della sua camicia.

Bill la sentì tremare.

“Non avere paura, Elena. Questa volta niente e nessuno ci separerà, te lo giuro”.

Quelle parole, quella promessa però non servì a farla smettere  e Bill non sapeva cosa dire o fare per rassicurarla.

Ventisei anni prima le aveva fatto la stessa identica promessa…

“Guardami Elena, guardami per favore”.

Lei sollevò il viso e piantò gli occhi dritti nei suoi affondando quello sguardo come una lama nella carne.

“Credimi, io non sono più il ragazzino che hai conosciuto e che ti ha abbandonata. Solo tu puoi salvarmi, solo tu puoi finalmente restituirmi un pò di pace e rendermi un uomo migliore: un compagno migliore… un padre migliore.  Prova a fidarti di me ancora una volta  non te ne pentirai, tesoro. Dovrai stancarti di me perchè io non ti lascerò andare via mai più. Ora sei legata a me per sempre “.

Le strappò un sorriso.

“Fidati di me!”.

Elena annuì silenziosa poi gli allacciò le braccia intorno al collo e sigillò quella promessa con un bacio.

Dopo un altro intensissimo sguardo, Bill la fece sdraiare sulla sabbia, appoggiò il viso sul suo ventre  ed entrambi fissarono l’orizzonte e la luce del nuovo giorno.

Elena gli accarezzò la testa passandogli le dita tra i capelli.

Bill chiuse gli occhi sospirando serenamente.

Elena invece aveva lo sguardo perso nel vuoto, mille pensieri le affollavano la testa e le parole di Bill non fecero che portare a galla gli scheletri del passato.

Quel dolore non sarebbe mai sparito, quella mancanza non si sarebbe mai colmata e lei non avrebbe mai più ritrovato la felicità che aveva perso tanti anni prima.

Continuava ad accarezzare i suoi capelli distrattamente e intanto rivedeva quella fredda stanza,  riecheggiavano rumorosamente quelle parole nelle sue orecchie, rivedeva la preoccupazione sul viso di sua madre e la soddisfazione e il compiacimento sul volto di suo padre mentre il suo cuore andava in pezzi e assieme ad esso lentamente si spegneva la sua anima.

Le giornate che seguirono forse, furono anche peggiori.

Tutto era vuoto, senza calore, privo di senso e sentiva crescere dentro di sè la rabbia; una rabbia sorda e furente che l’aveva spinta a raccogliere tutte le sue cose e ad andare via, il più lontano possibile dalla sua casa, dalla sua famiglia, da tutto ciò che fino a quel momento era stata la sua vita.

L’unico motivoo che le dava la forza di continuare ad andare avanti era quella promessa:

– Tornerò alla fine della Stagione delle Piogge. Mi aspetterai?-

– Ti aspetterò per tutta la vita Bill, te lo giuro-.

Lui sarebbe tornato come aveva promesso e l’avrebbe portata via con sè e insieme sarebbero stati di nuovo felici…e invece.

Lo attese a lungo su quella spiaggia, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana ma Bill non tornò; non tornò più a cercarla.

Strinse forte gli occhi e trattenne il respiro.

Si portò una mano al petto tentando di soffocare il dolore che l’assalì.

“Hei, Tesoro, che succede…ti-ti senti bene?”.

Bill la scrutava preoccupato.

“Va… tutto bene. Non preoccuparti…è-è l’emozione” gli mentì spudoratamente.

“Elena… sei così pallida; per un attimo mi hai fatto spaventare. Avevi lo sguardo vitreo, l’aria assente ho creduto…”; scosse la testa come a voler cancellare un pensiero che improvvisamente lo fece rabbrividire.

“Vieni qui” le sollevò le spalle e la strinse forte a sè.

“Sei sempre la stessa dolce, tenera ragazzina che ho conosciuto tanti anni fa, che per un foulard scoppiò a piangere a dirotto”.

Elena si lasciò cullare dalle sue braccia.

Chiuse gli occhi e respirò profondamente.

Lui non doveva saperlo…. non gli avrebbe mai detto la verità; non avrebbe mai saputo che per quel foulord aveva versato le ultime lacrime di felicità.  Da quel momento in poi,  furono solo lacrime di dispiacere e di sofferenza ed alla fine, dopo tanti anni, non aveva più versato nemmeno quelle.

Lì, stretta a lui, le sembrava di essere tornata indietro nel tempo: la fredda Signorina Rossi, distaccata e irreprensibile non esisteva più.

Al suo posto era ritornata Elena, la ragazza spensierata e serena; la ragazza che adorava la vita; la ragazza innamorata follemente di Bill; la ragazza che sapeva ancora commuoversi per un foulard di seta comprato in un negozietto al porto.

“Torniamo a casa” la voce di Bill interruppe quei pensieri.

Bill si mise in piedi e poi le diede una mano a rialzarsi e stretti l’uno all’altra si diressero verso l’auto.

********

I giorni scorrevano veloci e felici.

Elena e Bill passavano tutto il loro tempo insieme.

Luglio ormai volgeva al termine e quanto prima Elena avrebbe dovuto fare ritorno a Bruxelles e riprendere il lavoro.

Bill viveva il momento del distacco con ansia e una certa preoccupazione.

Elena era la stessa che aveva conosciuto molti anni prima, ma, in fondo ai suoi occhi scuri,  si celava una malinconia profonda, un dolore antico, un malessere che faceva fatica a controllare.

Sapeva tutto della sua vita di tutto ciò che gli era accaduto in quei lunghi anni ma ogni volta che gli chiedeva cosa avesse fatto dopo la loro separazione e del rapporto con la sua famiglia, la vedeva irrigidirsi e faceva di tutto per cambiare discorso.

Sembrava volesse fuggire da qualcosa, forse dai ricordi, che poteva ben immaginare fossero stati ben dolorosi ma, c’era qualcos’altro: qualcosa che temeva.

Gli aveva detto che la sua vita era stata faticosamente in salita e che da quando se n’era andato, niente era più come prima…

Già, Bill lo intuiva dal suo sorriso: un tempo era così aperto e solare; adesso invece le labbra si piegavano  in una linea mesta e talvolta dura.

Probabilmente aveva solo paura che lui sparisse e non tornasse più: dopotutto le cicatrici  non si cancellano e il cuore è uno strumento troppo delicato per poter sopportare nuove ferite.

Mancavano solo due giorni alla partenza e Bill aveva pianificato ogni cosa: si sarebbero rivisti per Natale e poi per le vacanze di Primavera.

Aveva programmato di prendere un appartamentino in affitto accanto alla casa di Elena  e poi si sarebbero sentiti spessissimo, sempre che Elena si decidesse a dargli il suo numero.

Era davvero distratta! Ma questo era solo un dettaglio: lui l’amava profondamente e non riusciva più ad immaginare il suo futuro senza di lei.

Quella mattina prima di uscire di casa, telefonò a Kora e dopo averla aggiornata degli ultimi avvenimenti e rassicurata sul suo rientro in Germania, si recò a casa di Elena.

Bussò alla porta e come al solito il cuore iniziò a battere forte, del resto vedere il suo bel volto sorridente era sempre una grande emozione.

“Si?”;

La ragazza che gli aprì la porta lo guardava interrogativa.

“Salve, Elena è in casa?”;

“Mi dispiace, la signora non c’è” gli rispose in un  inglese dal forte accento toscano.

Bill la guardò perplesso … che strano, non gli aveva detto che sarebbe uscita.

Erano rimasti d’accordo che avrebbero fatto colazione insieme e avrebbero trascorso il resto della giornata in spiaggia prima di  prendere accordi per il giorno seguente ed accompagnarla all’aeroporto.

“Capisco; quando posso trovarla?”;

“Non saprei. La signora è partita  questa mattina presto”.

“Come è partita?” Bill si sentì crollare il mondo addosso.

“Si, aveva il volo per Bruxelles alle otto. Ieri mi ha detto di pulire la casa e di chiuderla”.

Bill sbarrò gli occhi.

Se n’era andata….ma perchè? Perchè gli aveva mentito? Non riusciva a capire. Cosa era successo? Perchè si era comportata a quel modo?

Non riusciva a crederci.

Non era possibile!

Sentiva la gola arida e i respiri accelerare come i battiti del suo cuore.

Perchè gli aveva fatto una cosa del genere? Era fuggita via…lontano, lo aveva lasciato lì da solo a farsi mille domande.

continua

4 thoughts on “Fanfiction: “La Stagione delle Piogge”. Capitolo XXV

  1. Bellissimoooooo!!!!!Francesca che bel capitolo mi sono emozionata anche perchè invidio da morire Elena vorrei essere al suo posto…solo che non si può lasciare Bill così😉

  2. Scusa il ritardo,
    ma giovedì ero a vedermi i Rammstein a Udine e ieri ero talmente svalvolata, visto che sono tornata a dormire alle 2 e mezza di notte, che non ce la facevo a leggere il nuovo capitolo,
    oggi sto meglio anche se sono ancora tutta un dolore ma ok😄
    comunque…. gran bel capitolo, come sempre le emozioni si sentono, o meglio si toccano, leggendo quello che scrivi!
    sono curiosa di conoscere il segreto di Elena e il fatto che sia partita senza dire niente a Bill… è come se gli avesse “risposto” al fatto che lui non si fece più vivo tanti anni prima ma sono sicura che Bill riuscirà a rintracciarla😉

  3. Finalmente hai postato =D non vedevo l’ora!!!
    Sentivo parola dopo parola del capitolo che sarebbe accaduto qualcosa… e infatti…
    Elena era sin troppo pensierosa. Ha voluto fargliela pagare ? ma perchè farlo se ancora tiene a lui? deve esserci qualcosa sotto… oppure era convinta che anche questa volta lui sarebbe sparito e quindi ha preferito viversi ogni attimo e lasciare lei senza preavviso senza un addio… o che abbia una famiglia??? O.O
    Ovviamente Bill adesso diventerà il miglior segugio del mondo no? quindi forza… che alzi i tacchi e parta per Bruxelles o dove gli pare MA DEVE trovarla!
    Baci

  4. Ciao. Senti, mi chiamo Valentina. Da poco tempo ho iniziato leggere le tue storie. Sono russa.
    Anche noi amiamo TH e teniamo siti come tuo. Ti scrivo per una cosa. Mi hanno piaciuto tuoi racconti, così leggeri e emozionali, anche mi sembra che tu vedi come devono essere i ragazzi (Bill , Tom , Gustav, Georg) in realtà. Perché lo so che molti le ragazze che ascoltano e seguivano tutte le cose che hanno legati con gruppo TH ,vedevano i ragazzi solo sul TV e scrivano cose molto assurde, ma tuoi sono carini.Puoi mi scrivere tuo email, non lo trovato, penso perché ancora non molto brava a navigare sul sito….Ti voglio scrivere un soluzione che venuto a me.Se vuoi parlare con me,rispondi. Aspetto le notizie. Spero che tu mi capisce perché ancora studio la lingua italiana….Grazie. tanti saluti.

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